Un museo per Bertoni

Formato: PAL 16/9 colore
Audio: stereo
Lingua: italiano
Durata: 29:15 minuti
Produzione: 02lab
Selezionato al Milano Doc Festival 2007 per la rassegna fuori condorso DAL FUTURISMO AL FUTURO
Milano Doc festival
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI FILM DOCUMENTARI D'ARTE, ARCHITETTURA, CINEMA, TEATRO, IMPRESA, MUSICA E DANZA
1° EDIZIONE, MILANO
12/30 SETTEMBRE 2007
MUSEO NAZIONALE DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA "LEONARDO DA VINCI"
catalogo (PDF 4.96 Mb)
Milano Doc Festival 2007
RASSEGNA CINEMATOGRAFICA DAL FUTURISMO AL
FUTURO
STORIA, NASCITA, SVILUPPO, NOVITA’ E RARITA’
DEL CINEMA INDUSTRIALE ITALIANO E INTERNAZIONALE
La mostra raccoglie alcuni dei più importanti documenti visivi del Futurismo giunti fi no a noi, dai fi lm di D’Errico e Steiner
a classici del cinema d’avanguardia come Le retour à la raison de Man Ray e Ballet Mécanique di Fernand Léger sino
al neo-futurismo crudele di Marcel-lì. Parallelamente verranno riproposte alcune strepitose novità audiovisive tratte da
archivi statunitensi che conservano notevolissime raccolte di cinematografi a d’avanguardia come Synchromy No.2 di
Mary Ellen Bute e Ted Nemeth, Abstract Movies di George L.K. Morris, An Optical Poem di Oskar Fischinger e Anemic
Cinema di Rose Sélavy.
Questa prima parte della nostra rassegna è tesa a dimostrare la diretta discendenza del cinema industriale da quello futurista (almeno nella sua codifi cazione come forma artistica), che conferma altresì di un’avvenuta rivoluzione sociale che trasferisce alla macchina, al movimento, alla serialità produttiva una delle tante possibili moderne estetiche: “Un’automobile ruggente che sembra correre sulla mitraglia è più bella della Vittoria di Samotracia” (F. T. Marinetti, Manifesto del Futurismo). Così sdoganate, sia fattualmente che culturalmente, le immagini del lavoro umano dilagano nel repertorio visuale del ‘900 costituendosi esse stesse come forme autonome di comunicazione: nasce il documentario industriale.
Forti della considerevole massa di documentari raccolta ad Ivrea e attraverso alcune “contaminazioni” rese possibili con i materiali video provenienti dai nostri festival, estenderemo il percorso cronologico della rassegna sempre più avvicinandoci ai giorni nostri. Ecco i documentari sulla Fiat di Alessandro Blasetti, i primi fi lm di Ermanno Olmi fino a La grande diga di Kariba del 1960 da noi recentemente restaurata e riproposta al pubblico in occasione del Festival.
Daremo corso, in questo modo, ad un discorso fondamentale per il Centro Sperimentale di Cinematografi a - Sede Lombardia, quello cioè di divulgare la conoscenza della cinematografi a d’impresa, di ampliarne gli ambiti ideativi, produttivi e distributivi e, nel contempo, specializzare sul tema dell’audiovisivo d’impresa tecnici della comunicazione da poi immettere in questo specifi co mercato nell’area lombarda e non solo. La rassega è costituita attraverso la collaborazione con l’Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea, l’Istituto Luce, gli archivi RAI e Garad.
Alcune recentissime realizzazioni quali Sonia di Lucy Kostelanetz, Un museo per Bertoni di Maurizio Radice, Car Men di Boris Paval Conen, Performer: Marcelì, il robot di carne di Alberto D’Onofrio, A L’Ouest des Rails di Wang Bing, tratti dagli archivi del Milano Doc Festival, riporteranno ad oggi l’approfondimento sul tema dell’audiovisivo industriale e d’impresa comprendendo, inoltre, alcune realizzazioni ad hoc portate a termine dagli allievi del Laboratorio sulla regia d’impresa relativi all’evento Artigiano in Fiera e Stramilano prodotto dal Comune di Milano.
Rubino Rubini
